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Jacopo.jpgMi chiamo Giacomo ma se preferite anche Jacopo e un nome che a me piace molto.

Ho quarantaquattro anni vivo in un piccolo paese della provincia di Palermo - Lascari che dista 10 Km da Cefalù. Lavoro come controllo amministrativo presso un hotel della zona, sono sposato, ho due bambini Clara e Giuseppe Francesco, rispetivamente di 12 e 8 anni. Sono francescano fin dalla nascita perchè sono nato in  un ex convento dei cappuccini. Da sempre impegnato nella gioventù francescana prima e successivamente nel terz'Ordine Francescano, circa quattro anni fa insieme a mia moglie Silvana abbiamo fatto la professione perpetua. Il mio impegno nella chiesa è costante, presto il sevizio all'Altare da quando avevo sei anni , senza interruzioni nemmeno quando ho fatto il militere che aiutavo il cappellano militare. Dal 1990 sono Ministro straordinario della Comunione servendo Cristo sofferente nel volto delle persone che visito. Curo il gruppo dei ministranti da quando avevo diciotto anni, sono catechista , vice governatore della confraternita del SS. Sacramento, faccio parte del consiglio pastorale parrocchiale,responsabile della nascente fraternita francescana dell'O.F.S. di Lascari. E' un altra cosa che il Signore mi ha messo nel cuore e io ho accettato rispondendo " Eccomi" e che sono in cammino per diventare Diacono Permanente, quando il Signore Vorrà. E al corso formativo che ho conosciuto Tonino e dell'esistenza del sito, ho accolto al volo l'idea di iscrivermi, spero di conoscervi tutti e insieme poter condividere le gioie e i dolori che la vita ci riserva, e insieme lodare e ringraziare Dio del dono della vita. Pax et Bonum


Il blog di Jacopo Minimize

Pace e bene a tutti

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Non si può morire per droga

Non si può morire per droga

Oggi per la nostra comunità parrocchiale e stata una giornata molto triste, abbiamo dato l'ultimo saluto ad un ragazzo di 21 anni morto per over dose, la madre lo ha trovato morto nel suo letto, questo e il secondo nel giro di pochi mesi per la nostra piccola comunità, questa piaga che non si riesce a debbellare  e continua a mietere vittime tra i nostri giovani . la seconda lettura di oggi sembrava calzare a pennello per l'occasione , (SECONDA LETTURA (Rm 12,1-2)
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Parola di Dio.)

San Paolo ci ricorda che il nostro corpo e tempio dello Spirito Santo e quindi va mantenuto puro e immacolato, non riempito di alcool droghe e tutto ciò che di brutto ci possa essere. Il dolore di una madre e di un padre per la perdita di un figlio e una cosa molto straziante, quando è morto il primo giovane pochi mesi fà pensavamo che lo avrebbero preso come esempio e cercare di uscire da questo giro infernale, ma non è stato così, oggi l'ennesimo dolore l'ennesima  straziante scena di dolore dei genitori che piangono il loro giovane figlio. Abbiamo il coraggio di denunciare chi spaccia droga arricchendosi sulla pelle degl'altri, non nascondiamoci dietro il velo di omertà facendo come gli struzzi mettendo la testa sotto la sabbia  per non vedere. Seguiamo Cristo e i suoi insegnamenti, combettendo ogni sorta di male. Preghiamo il Signore perche possa illuminare le loro menti  e li renda docili all'insegnamento di Cristo. Pace e Bene

 


Posted @ 8/31/2008 5:53:14 PM by Jago.sanfrancesco@libero.it | COMMENTS (1)


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Dio con noi

Spesso sentiamo la solitudine invaderci, anche se siamo con tanta gente vicino a noi, diventiamo tristi, senza saperne il motivo, spesso imputiamo questa nostra solitudine a questo o a quello o pensiamo cosa abbiamo fatto di sbagliato nella nostra vita per essere soli e tristi mentre gli altri si divertono e sono allegri , così facendo diventiamo sempre più tristi. La nostra vita è legata ad un sottile filo che ci lega a Dio basta così poco per rompere questo filo o equlibrio, e quando ci accorgiamo di non avere risposte da darci, allora pensiamo che esiste qualcosa o qualcuno al di sopra di noi che potrebbe aiutarci , allora chiediamo aiuto e imploriamo Dio di aiutarci e ci attacchiamo a Lui morbosamente fino a quando non usciamo dalla nostra solitudine, e ricominciamo la vita di sempre senza di Lui. Dio non è un oggetto da poter utilizzare e quando non ci seve più lo mettiamo da parte. La nostra vita è vuota senza Dio, solo Lui ha la salvezza, solo Lui può darci la vita eterna. Rimaniamo in Lui e Lui rimarrà in noi fino alla fine dei tempi. Prodighiamoci per il nostro prossimo colui o colei che ci sta accanto che senza dire niente soffre in silenzio ma ha tanto bisogno d'aiuto, aiutando nello stesso tempo si viene aiutati a rimanere vicini a Dio, se riusciamo a vedere Dio nel volto dei fratelli sofferenti e bisognosi di aiuto allora siamo in Dio e Dio e con noi.


Posted @ 8/18/2008 7:28:24 PM by Jago.sanfrancesco@libero.it | COMMENTS (0)


Noi

Noi

Oggi la Chiesa cioè noi, che formiamo il popolo di Dio, noi che siamo assidui partecipanti alle varie iniziative e celebrazioni varie, ci chiediamo spesso come mai i giovani non frequentano la chiesa e diamo spesso le risposte più strane, dando la colpa a questo o a quello. Ci siamo mai interrogati cosa facciamo noi per avvicinare i giovani e portarli a Cristo?   Niente di chè; è più facile additare che essere in prima linea a lavorare per Cristo. Voglio raccontarvi una cosa, un' esperienza vissuta. In una parrocchia esisteva un gruppo, o meglio una fraternità nascente di giovani francescani, che con fatica avevamo avvicinato e loro si impegnavano e partecipavano alla SS. Messa, e con estremo sacrificio si era riusciti a far animare loro la messa domenicale, quella dei ragazzi. Facevano le prove dei canti e  si era riusciti ad avere una piccola orchestra; tutto andò bene fino a quando in quella parrocchia non rientrò l'organista che saltuariamente suonava in quella Messa. A poco a poco, non lasciando spazio ai ragazzi e "impadronendosi",  per modo di dire, di quella Celebrazione, i ragazzi si sono allontanati e purtroppo sotto lo sguardo indifferente del parroco. Oggi quella SS. Messa è animata, per modo di dire, da quell'organista e da una signora che arrivano in chiesa all'ultimo momento e scelgono i canti non prima dell'inizio della Messa, ma durante e quando ricevono qualche invito a fare dei canti per ragazzi, dove i ragazzi possono cantare, rispondono che quei canti non sono adatti per la messa e che non condividono che durante la messa si possa battere le mani o essere animata in modo diverso da quello che si faceva prima del Concilio. Ora mi chiedo e dico a queste persone e a quelle come loro: io sono francescano e simpatizzante del rinnovamento nello spirito e  i loro canti li trovo molto adatti alle celebrazioni eucaristiche e anche per le messe dei ragazzi. In quella parrocchia partecipano a stento 30 persone tra bambini e ragazzi. Penso che bisogna interrogarsi e rimboccarsi le maniche e non sacrificare tanti ragazzi e giovani e bambini per non dire a una persona di dare spazio anche ad altri e di collaborare insieme per portare anime a Cristo.


Posted @ 7/7/2008 2:55:02 PM by Jago.sanfrancesco@libero.it | COMMENTS (2)


A Gesù

A Gesù Eucaristico

O Dio Tu che sei vivo e vero nel Santissimo Sacramento, Tu che sei la nostra  luce, Tu che sei la nostra vita, Tu che sei bontà infinita, Tu che sei misericordia, irradia sul mondo intero la Tua forza benefica affinchè i cuori più duri credano in Te che sei tutto.


Posted @ 7/17/2008 9:08:28 AM by Jago.sanfrancesco@libero.it | COMMENTS (1)


Perdono di Assisi

IL PERDONO DI ASSISI

COME OTTENERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI

(Per sé o per i defunti)

645.jpg

Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell'Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l'indulgenza plenaria.


CONDIZIONI RICHIESTE:

1 - Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l'indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).

2 - Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).

3 - Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.

4 - Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un “Padre Nostro” e un'“Ave Maria” o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

5 - Disposizione d'animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.


Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.


L'INDULGENZA: che cosa è?

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.
Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell'indulgenza.

(C.E.l. - Catechismo degli adulti, n. 710)

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE
L'INDULGENZA DEL PERDONO

Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni".
E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".

 


Posted @ 8/2/2008 8:12:49 AM by Jago.sanfrancesco@libero.it | COMMENTS (0)


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